Jill Jones
December 18th, 2008
E’ un peccato che certi “slang” scompaiano completamente, sebbene ai tempi furono dei tormentoni assurdi. Ed è un peccato che si usino sempre le stesse forme, o metafore o allusioni o volgarità per parlare di certe cose.
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Ricordo che quand’ero piccolo c’era una cantante pop americana, di quelle dall’approccio sensuale, lanciata da Prince, negli anni in cui Prince era considerato un fottuto genio musicale.
Questa cantante si chiamava Jill Jones e cantava un pezzo “porcone” intitolato “Mia Bocca”… cioè Mia Bocca in italiano proprio, una canzone dal testo inglese in cui il ritornello diceva ad un certo punto, in italiano goffo e porcone “tu vole mia boca”.
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Qualcuno dei ragazzini della mia compagnia o classe o scuola, qualcuno di quelli più svegli degli altri, più geniali degli altri, ispirato da quella canzone, a un certo punto prese a dire “fammi una bocca”.
Da lì in poi si aprì una voragine. Non solo la parola “pompino”, orrenda e volgarmente didascalica, scomparve per un po’, ma lo slang “fammi una bocca” divenne usatissimo in molti contesti del lessico adolescenziale, al di là del significato sessuale. Con “fammi uno bocca” esprimevi a uno di di stare zitto, di lasciar perdere, con “fammi una bocca” esprimevi a uno il tuo stato di superiorità e il suo stato di sudditanza; solo per citare alcune accezioni.
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Adesso non si usa più, è scomparso, e tutti continuano a usare pompino.