Ce ne fottiamo e lo facciamo
January 19th, 2009
Abbiamo deciso di chiudere il “blog”.
Voglio dire che non scriveremo più alcun post nella sezione “current” di questo sito.
Il motivo è che mi sono rotto i coglioni. Basta Giusy Ferreri, basta crisi economica, basta Nancy Pelosi, basta Negramaro.
In questo sito si parla (scrive) troppo e si ascolta troppa poca musica.
La musica importa, il resto sono cazzate.
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I visitatori del sito che erano affezionati ai post e che NON avevano interesse per la musica si sentano liberi di andarsene tranquillamente affanculo.
Questo sito, il sito dei [dK], d’ora in poi tratterà solo di musica, la musica dei [dK], magari anche di altri, qualche riferimento.
E’ un suicidio? L’interesse intorno al sito si ridurrà pesantemente? Non importa. Meglio.
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D’ora in poi il sito dei [dK], sulla home page, ospiterà il Diario, il Work in Progress di Method and hate, il prossimo, definitivo, esaustivo, disco dei [dK].
Stiamo completando Method and hate e crediamo che sarà un’opera d’arte (non è un modo di dire) e crediamo che meriti uno spazio dedicato, in cui tenere aggiornati coloro che sono interessati, parlare dei contenuti e degli sviluppi del disco, parlare delle canzoni, degli strumenti, dei testi, della tecnologia, dell’ideologia, dei microfoni, del concept, dei preamplificatori, di forme d’onda, di editing, di dithering, di mastering.
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E’ una roba estremamente autoreferenziale, da egocentrici, e ad essere egocentrici nella nostra condizione si diventa patetici, ma non ci interessa. Neanche i REM scriverebbero un diario di un loro imminente disco, ritenendo che non interesserebbe granché a quasi nessuno dei loro 16.000.000 di fans, ritenendo che la gente ha comunque altro da fare e che non ha tempo da perdere.
Ebbene noi ce ne fottiamo e lo facciamo.
Il rigore è l’integralismo si manifestano nell’ostinarsi in cose evidentemente inutili e finalizzate a loro stesse. Per realizzare un disco violento e calcolato come Method and hate ci vuole rigore e integralismo, ci vuole metodo e odio, appunto.
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Questo è il post che chiude il blog dei [dK]
A million ways to choose.
A million ways to loose.
A million ways to hurt.
A million ways to flirt.
Exposed to pain – Method and hate
Triangolone della riproduzione
December 23rd, 2008
Ma lo state ascoltando Crack, nel Widget, sotto, basta schiacciare il triangolone della riproduzione.
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Se penso che le persone si leggono le sguanate che scrivo e non ascoltano l’incredibile musica dei mastodontici [dK] mi sale un odio e una frustrazione che comincio a congetturare a come procurarmi del fosforo bianco.
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Cazzo ma ascoltate Pain Provider, I’m a visionary, The quiet of the abyss, roba da matti.
Io non capisco, cosa c’avete dentro al cranio, cosa c’avete dentro all’orecchio, cosa c’avete nei tessuti nervosi che collegano l’orecchio al cervello e alla psiche.
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Andate tutti affanculo, andate tutti affare in culo – vi odio tutti.
Crack, per ora.
December 22nd, 2008
Metto il Widget di Crack, il nostro disco più importante, per ora.
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dicono che serve.
Jill Jones
December 18th, 2008
E’ un peccato che certi “slang” scompaiano completamente, sebbene ai tempi furono dei tormentoni assurdi. Ed è un peccato che si usino sempre le stesse forme, o metafore o allusioni o volgarità per parlare di certe cose.
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Ricordo che quand’ero piccolo c’era una cantante pop americana, di quelle dall’approccio sensuale, lanciata da Prince, negli anni in cui Prince era considerato un fottuto genio musicale.
Questa cantante si chiamava Jill Jones e cantava un pezzo “porcone” intitolato “Mia Bocca”… cioè Mia Bocca in italiano proprio, una canzone dal testo inglese in cui il ritornello diceva ad un certo punto, in italiano goffo e porcone “tu vole mia boca”.
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Qualcuno dei ragazzini della mia compagnia o classe o scuola, qualcuno di quelli più svegli degli altri, più geniali degli altri, ispirato da quella canzone, a un certo punto prese a dire “fammi una bocca”.
Da lì in poi si aprì una voragine. Non solo la parola “pompino”, orrenda e volgarmente didascalica, scomparve per un po’, ma lo slang “fammi una bocca” divenne usatissimo in molti contesti del lessico adolescenziale, al di là del significato sessuale. Con “fammi uno bocca” esprimevi a uno di di stare zitto, di lasciar perdere, con “fammi una bocca” esprimevi a uno il tuo stato di superiorità e il suo stato di sudditanza; solo per citare alcune accezioni.
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Adesso non si usa più, è scomparso, e tutti continuano a usare pompino.
More about Method and hate
December 16th, 2008
Se questo disco viene come credo che viene (in culo al congiuntivo) dobbiamo essere pronti a compiere gesti estremi pur di rivelarlo al mondo, non esiste che il “mondo non sappia”.
[dixan] accoltellato
December 11th, 2008
Cantante di band di Black Metal che accoltella compagno musicista perché “suona da far cagare” – eccellente, da manuale. Questi diventeranno famosi, altro che X Factor.
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Perché non c’abbiamo pensato noi?
Perché non ho tipo accoltellato [dixan].
Stupidi, immobili, accidiosi idioti che non abbiamo mai un cazzo di idee originali per emergere.
ma come cazzo è
December 3rd, 2008
Minchia ma non sapevo che ci fosse un video di “i’m afraid of americans” – ma come cazzo è che non l’ho mai visto – capolavoro assoluto, Trent Reznor che insegue, perseguita e terrorizza David Bowie per le strade di New York – cazzo che figata assurda… mai visto…
I’m afraid of americans (I’m afraid of their world)
December 1st, 2008
E’ incredibile come alcune canzoni, dal potenziale popolare enorme, passino quasi inosservate e rimangano esclusivamente nella memoria degli appassionati di quel cantante specifico.
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Una di queste è “I’m afraid of americans” di David Bowie, riarrangiata dai Nine Inch Nails, naturalmente.
Io mi chiedo perché in Italia tutti debbano conoscere “Non ti scordar di me” di Giusy Ferreri e solo 8 persone (un po’ di più ma è per dire) debbano conoscere “I’m afraid of americans” di David Bowie. Qualcuno potrebbe dire perché la canzone di Giusy è “commerciale/orecchiabile” e quella di Bowie no.
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Stronzate.
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Sono entrambe orecchiabili e canticchiabili, sono entrambe, in modo diverso, “easy”; quella di Giusy è Merda easy, quella di Bowie è Arte easy.
“I’m afraid of americans” è piacevolissima, è intelligente, acuta, ironica, ha un sound innovativo che ha fatto scuola, ha un groove che spacca i culi.
E poi, un inglese che sparla ironicamente degli americani e che si fa riarrangiare il pezzo dal gruppo americano più “influente” d’America (allora) è meraviglioso.
E il risultato non è una cosa astrusa o pretenziosa, alternativa forse, ma neanche… è semplicemente un pezzo irresistibile che dovrebbe vincere i Festival Bar e fare da sigla nelle trasmissioni televisive.
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Cioè non è detto che la musica per diventare “pop” (nel senso di popolare) debba per forza far cagare mollo.
Cioè come mi comincia sto pezzo, con l’effettino retrò anni ’80 sui vocals, poi la strofa Hip Hop con chitarrina western scordata ad arte e voce quasi rappata, come esonda poi il tutto nel ritornello irrompendo nella tempesta industrial, ‘che poi tutti quelli del Nu Metal han copiato da li’ – meraviglioso, fortissimo, popolarissimo, un gioiello pop.
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E invece i discografici e gli sponsor continuano a somministrarci la merda, 5 volte al giorno, prima durante e dopo i pasti, in ogni luogo.
Vogliono che sia la merda a diventare popolare, vogliono che la cultura popolare sia fatta di merda e permeata di merda.
Per loro il modello di Business che funziona, unico e inattaccabile, è la somministrazione della merda, la reiterazione nella somministrazione ossessiva della merda.
Eppure i soldi li potrebbero fare anche con “I’m afraid of americans” – è proprio una scelta determinata dal cattivo gusto, non è una scelta strategica di Business.
Osé
November 27th, 2008
Lo so che a nessuno “fotte cazzo”, però ci stiamo lentamente orientando verso l’epilogo di Method and hate.
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Method and hate sarà un disco “osé”, nel senso che oserà.
Sarà un disco estremo, nel senso che cose così non si sono mai sentite prima d’ora.
Sarà un disco metallaro, nel senso che spaccherà i culi.
Sarà un disco drammatico e brutale, perché parla degli esseri umani.
Perchè lasciamo che queste cose succedano?
November 24th, 2008
Adesso Ruggeri si è messo a cantare il jingle pubblicitario dell’amaro Averna.
Ora, potrei provare ad esprimere il mio disprezzo (vomito) per Ruggeri, ma fallirei, perchè non è possibile.
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Però ci provo lo stesso.
A parte che lo collego alla Mannoia che odio altrettanto abissalmente – cioè uno che scrive una canzone ipocrita e ruffiana come quella sulle donne che dicono e non dicono o che cazzo è, che hanno molta fantasia e che sono dolcemente complicate – e che ci diventa ricco sopra – cioè non esiste – ma non è tanto quello – è che non capisco il motivo che spinge le persone a comprare i suoi dischi e ad andare ai suoi concerti – cioè ma ce l’abbiamo presente Ruggeri che voce ha e che canzoni del cazzo canta?
Evidentemente no, la cosa non viene focalizzata, non ci si rende conto, la gente non si rende conto, la gente non focalizza – la gente non capisce un cazzo.
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Prendendo spunto dalla canzone delle donne che dicono e non dicono adesso c’hanno fatto pure una trasmissione, dedicata alla Tartangelo e a Vladimir Luxuria e non so a chi altra.
Perchè lasciamo che queste cose succedano?
Non si capisce
November 23rd, 2008
Quant’é grossa la testa del cantante dei Negramaro?
Non si capisce.
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Rispetto al corpo ma anche in assoluto.
(sembra uno di South Park)
Eppure
November 10th, 2008
Eppure basterebbe poco per “regolamentare” i comportamenti umani in relazione al mancato rispetto delle regole di convivenza civile.
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Tipo quelli che vanno nel cesso degli handicappati a pisciare o a cagare… gli si da una sprangata in mezzo alla schiena, così diventano handicappati per davvero e possono andare in quel cesso a buon diritto – mi sembra immediato – liscio come l’olio.
Il momento
November 5th, 2008
Method and hate avrebbe dovuto “uscire” oltre un anno fa.
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Un anno fa il mondo era una merda, gli Americani erano arroganti, gli Arabi fuori dalla grazie del loro dIO, i Cinesi si brutalizzavano in fabbrica e nei campi a forza di produrre roba di ogni tipo e in ogni modo, i Tuzzy e i Cazzy in Africa perseveravano nel tronarsi il cranio a macetate… giusto per citare qualcosa.
Insomma un anno fa era il momento giusto per “esternare” Method and hate, livido, violento, ostile, senza speranza.
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Non che oggi sia cambiato molto, non è cambiato un cazzo, anzi la crisi americana, prima immobiliare, poi bancaria e finanziaria, ha sfanculato completamente il sistema, facendo scoppiare in giro per il mondo un sacco di bolle piene di merda sciolta.
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Però adesso, in effetti, dopo Snoop Doggy Dog, Eminem e 50 Cent, c’è questo rapper americano nuovo, Obama, che fa una gran simpatia e che stanotte ha pure vinto le elezioni.
Ebbene questo qui sembra proprio che dia, almeno nella percezione collettiva delle cose, una reale prospettiva di speranza.
Cioè tra un bifolco brutto e cattivo come Bush, che era manovrato direttamente dalle forze del male, e un giovane signore di colore che rappa benissimo, scrive bei testi che toccano la gente, e che sembra pure una brava persona, in buona fede, magari anche più intelligente della media, il salto di qualità in effetti si nota.
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In ogni modo, non è più il momento congiunturale giusto per Method and hate.
Colpa dei miei amici musicisti accidiosi e, soprattutto, cazzoni, che da due anni a questa parte se la menano e se la rimenano.
E adesso è troppo tardi, non è più il momento.
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Boh, magari dura poco, magari tornerà il momento giusto per Method and Hate, prima di quanto crediamo.
Culo
October 22nd, 2008
Diciamo che internet non mi funziona da 1 mese.
Il sistema sta boicottando i [dK] – il blog intendo, la musica si autoboicotta di default.
Il sistema ci teme, ci teme fottutamente.
Perché hanno capito che noi sappiano, loro hanno capito che noi abbiamo “la visione”.
Hanno capito che noi vediamo quello che tutti non vedono.
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E’ da quando abbiamo cominciato a suonare che prediciamo la fine del Capitalismo e del mondo umano.
Nel nostro nome c’è il presagio del crollo dei sistemi umani.
Quando abbiamo postato, diverso tempo fa, il primo allarme sui crolli dei mercati finanziari, le prese per il culo si sono sprecate, atteggiamenti di sufficienza e di scherno: adesso le prese per il culo si sono trasformate in prese IN culo.
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Più di due anni fa abbiamo dato l’allarme sul “culo della Incontrada”, con la collana di post “il mistero del culo della Incontrada”.
A distanza di due anni il mistero è chiarito: il culo della Incontrada ha inequivocabilmente esondato.
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Allo stesso modo, presto, tutto si chiarirà, tutto sarà inequivocabile.
C’é crisi
October 13th, 2008
Comunque sta crisi finanziaria è meravigliosa.
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Era dai tempi delle penultime elezioni, quelle del pareggio a tempo scaduto di berlusconi con deviazione di culo involontaria a spiazzare il portiere, che non ci si divertiva così.
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Peccato che le elezioni americane siano alle porte.
Non vorrei che gli eventi si sovrapponessero.
Come avere gli Europei e i Mondiali nelle stesse giornate.
Nancy Pelosi
September 29th, 2008
Sta succedendo di nuovo.
Sarà un tira e molla fino alla fine.
Ieri sera tardi guardavo una TV muta su Sky – il volume era abbassato – e vedevo Nancy Pelosi che scuoteva la testa.
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Oggi ho capito. La camera americana ha rigettato il piano di salvataggio per chi non paga i debiti. Da non credere. Forse che si stanno svegliando?
Forse si – peccato che questo trascinerà tutta l’europa degli umani in gravissima merda.
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Sono tutti cazzi vostri.
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Affondano tutti, Milano affonda: l’unico titolo in rialzo, in clamorosa controtendenza, è quello della Lazio – normale, ha vinto ieri ed è in testa alla classifica – meravigliosi.
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Gli umani italiani sono quelli più meravigliosi di tutti, quelli della Capitale e dintorni poi sono persino gagliardi.
The bitterness I feel,
just from the inside,
inner core vomit,
you’ll never feel it.
Alien