Method and hate ha diverse canzoni fondamentali: per noi una canzone è fondamentale quando ha delle doti di “violenza artistica” fuori dal comune: per violenza artistica si intende qualcosa che sia “bello” e che abbia la forza emotiva per fare breccia presso gli umani, che sono per natura inidonei al recepimento della bellezza ed estremamente pigri.
Dunque occorre qualcosa di “violento” per destare l’attenzione e superare il menefreghismo e l’accidia cosmica degli umani. Le canzoni di Method and hate sono tutte “belle” – naturalmente – quelle belle in modo violento sono quelle fondamentali.
Il termine violento non va inteso in senso stretto o di violenza applicata al suono, ma nel senso di capace di generare uno shock forte e unilaterale dai [dK] verso gli altri.
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Cioè le canzoni fondamentali sono quelle che se uno le ascolta non esiste che non ne rimanga colpito, a prescindere dai propri mediocri e meschini gusti personali.
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Quando scrivi una canzone ti accorgi se sarà o meno fondamentale, te ne accorgi essenzialmente dallo sviluppo melodico ed armonico.
Una canzone fondamentale deve avere un salto emotivo ad un certo punto, un’apertura nel respiro, o un’immersione rapida verso i fondali più bui.
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L’arrangiamento di una canzone fondamentale è molto faticoso psicologicamente, perché in essa riponi molte aspettative e vuoi farla “rendere” al massimo e vuoi che abbia caratteristiche precise.
Su una canzone fondamentale non si può improvvisare o esprimersi liberamente.
In questo periodo stiamo faticando su una canzone fondamentale, che si intitola Hell’s purifying flames che, a scanso di equivoci, si traduce “le fiamme purificatrici dell’inferno”.
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Questa canzone è fondamentale perché ha un’apertura armonica, a un certo punto, maestosa, illuminante, epica… e poi è una canzone di speranza, una canzone sulla giustizia e sulla punizione.
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Can’t stop hating you,
Can’t stop hoping that you will rise in hell,
I will annihilate you,
I will let you without hopes.
Hell’s purifying flames will rise smashing all disgrace
turning you to ashes, dirty, dirty ashes.
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Bisogna trovare il sound e l’incedere giusto per condurre la melodia a destinazione, per esprimere trionfalmente la speranza maestosa dei versi.
E’ una grande canzone, una delle più ariose ed ottimiste dei [dK].
Violenza
Lavaggio del cervello
Adesso va di moda cantare da coglione – l’aveva fatto Mondomarcio, che sembrava spastico, ma prima ancora Alioscia dei Carino Royale, il precursore.
Questo slang strascicato da “forestiero” meticcio, una roba idiota e artefatta al massimo.
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Poi è arrivata Amy Winehouse che, più semplicemente, canta da ubriaca/fattona e, essendo lei realmente ubriaca/fattona, è autentica, quindi va perdonata.
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Chi merita la pena di morte è Giusy la cassiera di X – Factor, powered by Simona Ventura, che ha preso ad imitare in italiano la Winehouse, col risultato che sembra una mongoloide che finge di essere straniera – mongoloide è un modo di dire. Più precisamente è Simona Ventura che merita la pena di morte, ma questo da anni, infatti vive in Italia, benestante ed impunita.
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La discografia italiana replica modelli di business a rischio zero nel breve periodo, a prospettiva nulla, e dal valore artistico equivalente alla merda molle.
Replica, traslandole nella realtà e nella lingua italiana, le pop star anglosassoni, le peggiori.
Ai tempi del brit pop ha lanciato i Lunapop (anche se poi Cremonini ha cambiato rotta ed è un artista onesto)
Ai tempi di Craig David ha lanciato Tiziano Ferro (anche se poi ha cambiato rotta ed è un artista onesto).
Ai tempi di Eminem e, soprattutto 50 cents, ha lanciato Mondomarcio.
Ai tempi dell’Emo americana e in coda ai Tokyo Hotel, ha lanciato i Finley o non so chi cazzo di altro.
Ai tempi della Winehouse lancia Giusy di X Factor.
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Mi fanno ridere i coglioni.
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La canzonie di Giusy di X-factor (che mi porta ad odiare anche Tiziano Ferro) è il classico esempio di “tortura” legalizzata, di lavaggio del cervello, di violenza psicologica di massa, di imposizione di regime.
Ieri l’ho “capatata” almeno 8 volte – ed io la radio non la ascolto – per 8 volte nella mia giornata mi è capitato di captare dei frammenti di musica provenienti da autoradio di altri, cassettine del PC di altri, Radio del panettiere: 8 episodi di ascolto “casuale”, 8 volte Giusy, share del 100%. Giusy in questi giorni occupa l’80 degli spazi di esposizione sui canali isituzionali per l’ascolto della musica.
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Il lavaggio del cervello esiste e non è quello praticato dalla CIA.
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