Scatarro

Quando ero giovane io c’era una canzone degli Afterhours che diceva “io sui giovani d’oggi ci scatarro su”.
Ricordo che me la presi molto e che mi stettero sui coglioni a lungo.
Oggi capisco esattamente cosa intendessero.
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L’esistenza umana è tutto un gioco a starsi sui coglioni a fasi alterne.

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Niente

Il mio approccio verso questo “così detto blog” è molto professionale, nel senso che lo faccio per dovere e non per piacere.
Cioè i [dK] hanno un blog che ha l’unico scopo di attirare l’attenzione verso la musica.
Se non fossi un musicista col bisogno di fare conoscere in qualche modo la mia musica, non avrei alcuno stimolo a scrivere un blog.
Quindi ogni tre/quattro giorni, mi metto lì e, con metodo (e odio), mi faccio venire in mente una cazzata da scrivere.
Quindi è un impegno che mi assumo verso la nostra musica.
Senza questo blog la nostra musica sarebbe meno diffusa di quello che è (in Italia, ovviamente), dunque la prendo proprio come una cosa necessaria e doverosa.
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Di sicuro l’ho già scritto, non ricordo, non faccio molto caso a quello che scrivo, comunque, la conclusione è che quello che scrivo non va preso estremamente sul serio, non è neanche detto che sia realmente quello che penso o che pensiamo, anche perché, spesso, non pensiamo assolutamente a niente.

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Senza martellamento non c’é gradimento

Questa cosa che hanno fatto i Radiohead e i nine inch nails di legalizzare il download gratuito dei propri dischi secondo me è concettualmente sbagliata.
Loro sono artisti di area progressista e democratica e quindi lo fanno di default, per coerenza.
Il loro scopo è quello di dare massima diffusione alla propria musica: però il punto è che in questo modo lo scopo non viene raggiunto.
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Cioè chi ha una visione “positiva” sull’uomo (i progressisti e i democratici in teoria) crede che distribuendo gratuitamente una creazione artistica, essa si diffonda in modo virtuoso, che raggiunga anche i più poveri economicamente e più “insensibili” all’arte.
Cioè ‘io dono la mia arte in modo che tutti ne godano, tutti mi ringrazino, tutti mi conoscano, siamo tutti felici, il mondo è un posto migliore, io guadagno dai concerti e mi basta quello ecc…’
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Ebbene questo non funziona, o meglio funziona in minima parte e funziona solo presso il pubblico che già è affezionato agli artisti, artisti per altro già celebri.
Cioè il discorso è: se i videoclip di Creep, Karmapolice e No surprises non avessero occupato per 1 anno il 50% degli spazi su MTV, grazie agli investimenti della Casa Discografica dei Rediohead, col grancazzo che oggi i Rediohead potrebbero fare i fighi e rilasciare gratuitamente la loro musica su Internet senza fare promozione e senza spendere un soldo.
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Loro si illudono che la musica abbia valore in se stessa e che le persone cerchino la musica bella e stimolante in modo autonomo e attivo: quindi ipotizzano ‘ ho fatto un bel disco, lo metto a disposizione gratuitamente, lo scaricherà tutto il mondo, anche chi non ha un soldo e chi non capisce niente di musica, tanto è gratis’ – sbagliato – o meglio, questo è quello che credi tu che hai fiducia nell’uomo, anche a me piacerebbe che fosse così, ma così non è.
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La verità è che la musica va imposta, va “somministrata”, va martellata, via Radio, via Colonna Sonora, via Spot, via MTV… va ascoltata inconsapevolmente dalla gente mentre fa la spesa, mentre è in coda al semaforo. La musica va diffusa occupando gli spazi istituzionali, Radio e TV, la musica deve entrare nella testa della gente fino al punto in cui la gente riconosce il motivo e si affeziona.
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Cioè il fatto che il disco dei Radiohead sia gratis NON è un valore aggiunto: tanto me lo sarei scaricato comunque.
Quello che penalizza il disco dei Radiohead è che non ha dietro grandi strategie ed investimenti promozionali: dunque non andrà ad occupare gli spazi istituzionali e, molto semplicemente, non verrà ascoltato dalla gente. Cioè il fatto che non ci sia bisogno di promozione e investimenti per comprare gli spazi istituzionali “perché è tutto gratis” è una stronzata: come se Berlusconi si mettesse in testa di vincere le elezioni facendo un blog e dando la possibilità di scaricare gratis il programma della sua coalizione, non investendo un soldo in campagna elettorale. Cioè assurdo proprio.
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I fans dei Rediohead naturalmente lo scaricheranno e qualcun’altro se lo scaricherà perché incuriosito dal gesto: però, non avendo ascoltato le canzoni passivamente e reiteratamente sui canali isituzionali, non gli piaceranno e l’ascolterà mezza volta.
Senza martellamento non c’è gradimento.
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Cioè questa iniziativa è tanto figa e tanto rivoluzionaria, ma qui non si fanno i conti con la tara fondamentale dell’essere umano: all’essere umano la musica mediamente non interessa, l’essere umano mediamente ha cattivo gusto e il solo motivo per cui se la scarica da Emule e va a qualche concerto è perché glielo “impone” il sistema e perché lo considera in qualche modo una cosa figa, che lo mette in relazione con gli altri.
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Quindi questa strategia dei Radiohead e dei nine inch nails è idealmente inattaccabile e li mette in ottima luce verso i fans, verso gli intellettuali di sinistra e verso il Papa.
Discograficamente, nel senso di presidio e allargamento dell’audience che compra o scarica i dischi e che va ai concerti, è fallimentare, o meglio non è una strategia, è un consolidamento del proprio pubblico fine a sé stesso.

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1 – Method and hate (imprinting)

Basta con le stronzate: da oggi si apre la campagna mediatica su Method and Hate, il nuovo, attesissimo, cazzutissimo, disco dei [dK].
Potremmo fare delle cose evocative e subliminali, che agiscono sull’inconscio della gente e sui loro bisogni latenti, ma è troppo complicato.
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Quindi torneremo alle origini, alla comunicazione diretta e didascalica, come le prime pubblicità, quelle in bianco e nero, tipo della pastiglia Falqui, in cui si capiva inequivocabilmente che la pastiglia serve per andare a cagare e non a renderti brillante e vincente.
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Cominciamo dal titolo – Method and Hate – potremmo dire che ognuno può leggervi quello che vuole e che è un gran collettore di molti significati e suggestioni: stronzate.
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Method and hate ha un significato preciso ed è esplicitato in modo univoco dal primo brano del disco: il primo brano del disco si intitola Imprinting e il testo è costituito da un unico verso che dice: ‘you will suffer with method and hate. Questa è la matrice concettuale del disco.
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Imprinting ha la funzione di predisporre all’ascolto del disco: è un driver di inizializzazione.
Quello che vogliamo che rimanga nell’ascoltatore è la consapevolezza inamovibile che ognuno di noi (voi) umani soffrirà con metodo e odio, fino alla fine.
Il verso ‘you will suffer with method and hate raccoglie i tre elementi base dell’esistenza umana le dinamiche tra essi.
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Il dolore – come punto di partenza, di passaggio e di fine: i dolori del parto di nostra madre, il dolore che ci segna l’esistenza e il dolore che ci accompegnerà alla morte (salvo il culo di morire drogati come cavalli senza accorgersi di nulla).
Il metodo – il risultato dell’intelligenza umana, in certe applicazioni sorprendente, intelligenza che si fa sistema, sistema che alla fine vive per se stesso schiacciando l’individuo che l’ha generato all’origine.
L’odio – il movente di ogni gesto umano: il risultato dell’Ego, dell’arroganza e dell’egoismo.
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Il disco, le canzoni del disco, il suono del disco, riguardano questi tre elementi e le dinamiche tra essi.

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Cagare

Perchè la gente caga negli uffici.
Nel senso – perchè chi lavora in ufficio, a un certo punto della giornata, va a cagare.
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Non esiste che 4 volte su 5 che vado a pisciare in ufficio devo morire asfissiato.
In ufficio non si caga, non va bene, non esiste.
Caghi a casa tua, non me ne fotte niente.
Tutti che cagano: mangiare, consumare e cagare, solo questo, sempre questo, tutti i giorni, consumare e cagare.
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Voi esseri umani siete fatti per consumare e cagare.
Il ciclo vita della merda.

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