Piovessemmerda

Il cc Festival di venerdì potrebbe saltare per condizioni climatiche avverse: in sintesi gli dEI sono contrari e tuoni, fulmini e secchiate d’acqua mistammerda potrebbero abbattersi su Parma tra il pomeriggio e la serata di venerdì.
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Quindi invitiamo le decine di migliaia di nostri fans che vogliono venire a vederci a consultare almeno fino a venerdi mattina il qui presente sito.

piovessemerda

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Love

Per la prima volta nella storia dei [dK], il titolo di una nostra canzone conterrà la parola “love”.
La canzone si intitola Love annihilator e spacca il culo.

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[dK] live at cc Festival.

[dK] will perform live at cc Festival in Parma.
Augut, Friday 31st, after 8pm
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cc Festival is a 3-days event where artists who release their works (not only music) under Creative Commons License gather together and meet the public.
[dK] will take part to the friday night gig.

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Troiata atroce col mandolino

I Beatles hanno rovinato la musica.
Naturalmente non sono loro i diretti responsabili.
Per il tempo in cui suonavano non erano neanche pessimi.
Su dodici milioni di canzoni una mezza dozzina le hanno anche indovinate.
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La colpa è dei critici/storici/sociologi/tuttologi che continuano ancora oggi a rugarci a sangue la minchia col fatto che i Beatles hanno prodotto musica eccellente.
Io dico che i Beatles erano una Boy Band e neanche la migliore della storia: io complessivamente preferisco i Take That, non solo fisicamente.
Quando sento dire dagli anziani che ai tempi valeva la pena andare ai concerti Rock perché allora c’erano i Beatles mi viene da cagare, da sudori freddi e strizzoni proprio.
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I Beatles erano una Boy Band e dunque, come tutte le Boy Band, avrebbero dovuto essere ininfluenti nella storia della musica: il dramma è che così non è stato.
Così non è stato.
Quando si dice che i Beatles hanno cambiato la musica, purtroppo, è fottutamente e gravemente vero.
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I Beatles hanno fatto successo suonando canzoncine mediamente allegrotte, orecchiabilissime, con testi irrilevanti fatti di slogan banalissimi cantati ossessivamente, piuttosto male.
E per l’epoca ci poteva stare. Erano un fenomeno commerciale di quelli clamorosi ed inspiegabili, ma tutto si sarebbe dovuto esaurire in un ciclo medio di 4 – 6 anni.
Il grave è che così non è stato: è intervenuto qualcosa per cui questi sono diventati un fenomeno di costume, tipo l’Olanda di Kruyff.
E’ intervenuto qualcosa per cui questi sono diventati fottutamente trendy, ma un trend storicizzato proprio.
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Si è creato intorno a loro un immaginario, un mondo, un’atmosfera unici e il tutto si è ridondato nel tempo acquisendo echi e suggestioni sempre più fascinosi e accattivanti: tutto completamente a culo, a caso, non credo ci fosse dietro chissà quale strategia di Marketing.
Quindi non c’è neanche da dire che sono stati una spettacolosa operazione di Marketing Stategico – no, il caos, la dinamica impazzita degli eventi umani.
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Comunque, il dramma musicale di tutta questa faccenda è che i Beatles hanno creato un precedente, il precedente che ha fottuto il cervello e la passione di tantissimi musicisti o pseudomusicisti venuti dopo di loro.
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Il precedente è che a fare musica mediamente allegrotta e banalissima, atteggiandosi da coglioni, non solo si può avere successo, ma si può addirittura essere considerati musicisti eccellenti e artisti meravigliosi. Cioè da i Beatles in poi, anche la musica del cazzo può essere considerata granda musica. I musicisti del cazzo possono essere considerati artisti meravigliosi.
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E questo salto logico assurdo ha intaccato non solo i musicisti ma anche l’industria discografica.
E così ci sono, ancora oggi, milioni di band, inglesi e non, che suonicchiano canzoncine orecchiabili dal sapore british rétro, e i discografici si ostinano a martellarcele sui coglioni.
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E adesso Mc Cartney, o come si scrive, che ripropone il suo faccione molle e sbilenco da inglese idiota, canticchiando quella troiata atroce col mandolino.
Cosa dobbiamo fare con Mc Cartney?
Quello è vegano e si è fatto ripulire il sangue, quello vivrà fino a 150 anni.
Cioè questo è legittimato a fare qualsiasi troiata e ci guadagna sopra milioni di sterline – e continuerà a farlo per anni.
E milioni di musicisti e discografici idioti continuano ad andargli dietro.
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Si alzeranno gravi e furiose le fiamme purificatrici dell’inferno.
Everybody gonna dance tonight
Everybody gonna feel alright
Everybody gonna dance around tonight

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Gabber on Gaber

La musica italiana manca di fantasia e di progettualità, di stravaganza, di genialità.
Tipo – perché nessuno ha pensato di fare una rivisitazione in chiave Gabber del repertorio di Gaber?
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Perché in Italia si va a caste e coi paraocchi infilati nel culo: ci sono i 200 appassionati del genere (il Gabber) che si rinchiudono in loro stessi a fare i Party negli agriturismi in Toscana, sniffandosi benzene e paraffina.
E ci sono gli amanti del cantautorato (e che conoscono Gaber) che non hanno idea di cosa sia il Gabber.
Impossibile alcun contatto.
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Sarebbe un progetto dal profilo artistico altissimo.
Nessuno ha l’apertura mentale per arrivare nemmeno a immaginarlo.
Gabber on Gaber – meraviglioso.
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Chiaramente a noi non interessa perché Gaber non ci piace, però di idee ne abbiamo a strafottere e ci piace ostentarle, avendo la finalità di umiliare chi non le può avere.

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