Quercia

Ligabue ha la testa larga quanto le spalle – si vede bene nell’ultimo video di Elisa.
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Non la testa, la faccia proprio: il Liga ha un faccione di quercia da Parco Nazionale Americano.

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Pensiero di Natale

Non è vero che a Natale siamo tutti più buoni.
A Natale siamo tutti più stronzi – perché, considerando che tutti siano più buoni, ci arroghiamo il diritto di fare le peggio cose, confidando di essere perdonati.
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Evidentemente il meccanismo non funziona, perchè non essendoci più i buoni, gli stronzi fanno gli stronzi e gli altri stronzi reagiscono da stronzi – e tutto finisce in grammerda.

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Pelle splendida

Ho convinto [dxan] ad andare a vedere gli Afterhours – robadamatti, un concerto di musica rock, italiana.
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Una cosa completamente nuova per lui – tipo la prima esperienza omosessuale.
“voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida”
afterhours

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Repertorio

Ho trovato una foto di repertorio.
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Mi sembra notevole.
Non se ne trovano più posti così per suonare.

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Secondi in classifica

Allora se uno scrive su Google “dk”, al secondo posto ci siamo noi, www.endk.com.
Al primo posto c’é www.dk.com, cioè il sito della Danimarca, cioè quelli che c’han fregato il dominio.
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Cioè siamo più famosi di quasi tutti i siti che parlano di Danimarca e tra gli 8 milioni di gruppi che si chiamano “dk”, noi siamo abissalmente i più famosi.
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Ma quand’é che un discografico dei miei coglioni si accorgerà di noi?

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Danneggiati

Noi [dK] siamo obsoleti, evidentemente.
Non c’è verso che la nostra musica si diffonda un minimo per il mondo.
Si, qualcuno se li scarica i nostri mp3, anche qualche messicano o giapponese, ma i numeri che potrebbero fare la differenza sono altri.
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Evidentemente facciamo musica irrilevante, o comunque inidonea a suscitare l’entusiasmo dei navigatori della rete.
Poi ormai siamo irrimediabilmente danneggiati, danneggiati nel cranio proprio, nel senso che si è rotto qualcosa, (al di là dei coglioni).
Si è rotto il fusibile della determinazione, dell’ostinazione, del vedere le cose sempre in prospettiva.
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E allora ci divertiamo a dare una piccola mano a chi è più giovane e forte di noi, a chi ha ancora l’entusiasmo e la voglia di piallarsi il cranio a forza di sbattere la testa contro il muro.
Così ho “lavorato” al missaggio/mastering di un brano di un Gruppo di giovani ragazzoni marchigiani vetero-comunisti (figurarsi quanto sono giovani e ingenui), tali Sitzkrieg.
In realtà ho fatto molto poco, solo un po’ di Editing sulla voce, un po’ di vocoder e cose di Equalizzazione e Compressione Multibanda, e altre cose che mediamente la gente non capisce neanche di striscio.
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Questo è il risultato: Mio fratello è figlio unico (no more available)
Tanto basta a farmi attaggiare boriosamente a scopritore di talenti – che è sintomo inequivocabile di vecchiezza artistica irrimediabile.
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Che tutti vadano in culo.

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Method and hate

Il prossimo disco dei [dK], che sarà pronto per non si sa quando, si intitolerà Method and hate.
Stiamo scrivendo delle nuove canzoni – io le sto scrivendo, perché gli altri non fanno mai un cazzo.
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L’odio, appunto.
Io odio tutti i giorni, io sono pieno d’odio, io devo fare qualcosa per l’odio che provo verso gli umani.
Devo fare qualcosa perché mi fa male odiare, non vorrei odiare, vorrei avere un atteggiamento diverso.
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La prima cosa che faro’ per migliorare è una cosa piccola, semplice, ma è importante, a suo modo.
La cosa che farò per prima sarà: guidare come fanno gli altri.
Si perché fino ad oggi io ho guidato rispettando mediamente il Codice Stradale e il risultato è stato frustrazione, fastidio, senso di inadeguatezza e, appunto, odio – odio omicida verso chi mi sfreccia via felice ed impunito, da destra, da sinistra, da sotto, da sopra, di traverso.
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Devo superare il mio inutile pudore o senso civico o assurdo rispetto per le regole e le istituzioni.
Fare come gli altri mi metterà allo stesso livello degli altri: saremo uguali, non mi sentirò inferiore e frustrato e non proverò più odio per nessuno, perché io sarò come loro.
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A Torino il Codice Stradale si è trasformato, gli utenti della strada l’hanno tacitamente modificato a loro uso e consumo: sarebbe patetico e inefficace fossilizzarsi sulle vecchie regole – e allora adeguiamoci.
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L’elemento basale di questa trasformazione del Codice è l’assoluta certezza di rimanere impuniti: cioè a Torino, con auto in movimento, non c’é una possibilità su un Gigacazzomilione che un Vigile ti contesti qualcosa. Bisogna solo stare attenti ai divieti di sosta e all’unico autovelox che c’é in tutta la città, evidenziato con cartellonistica fosforescente, che lo vedono anche gli aerei.
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Alcuni anticipazioni sul nuovo Codice Stradale a Torino Città, a cui io aderirò da subito.

> i limiti di velocità non esistono

> le strisce pedonali non esistono

> col semaforo giallo si passa senz’altro, se ti fermi col giallo ti tamponano violentemente e hai torto; i primi due secondi di semaforo rosso sono diventati il “vecchio giallo”, cioè puoi decidere se passare o fermarti

> le corsie preferenziali, in presenza di traffico, non esistono; alle 4 di notte, se ti piace la guida pulita, puoi anche non percorrerle

> cambia l’interpretazione del semaforo: il semaforo rosso diventa un “dare precedenza”, non un segnale inequivocabile di fermata – cioè se hai il rosso devi effettivamente dare precedenza a chi ha il verde però, se non c’é nessuno, o se chi ha il verde dimostra di lasciarti il tempo per passare, puoi passare

> la strisca continua a terra non esiste: se sei in coda ad un semaforo rosso, perché un automobilista imbranato vecchio stampo si è fermato, puoi superarlo invadendo la carreggiata opposta e, una volta data la precedenza a chi ha il verde, puoi passare col rosso

> i motociclisti possono fare tutto quello che cazzo vogliono però, se qualcuno rimane per terra steso, se l’è cercata e sono cazzi suoi

> il discorso del bollino blu o del controllo degli scarichi o quelle cazzate lì è completamente superato

> il rumore generato dalle marmitte dei motorini può raggiungere la soglia di implosione del timpano; è tuttavia discrezione dell’automobilista falciare violentemente il motociclista

> le rotonde non hanno regole; di sicuro non vale la regola “chi è in rotonda ha la precedenza” – la rotonda va vissuta come una prova di forza: ci si butta dentro a oltre 100 all’ora e si fa la staccatona a un metro dall’entrata, come in formula 1 in fondo al rettilineo prima della curva a gomito. Nel caso di incidente non esiste torto o ragione – vince chi sopravvive

Al di là di queste linee guida che ho cercato di codificare, lo spirito di fondo dell’automobilista liberato deve essere: aggressività, brillantezza, coraggio, determinazione, arroganza, egocentrismo, assoluta non curanza delle conseguenze e sopra tutto – dev’essere pronto a uccidere (e a morire)
Mia piccola iena.
Tu uccidi, ma non vuoi morire.
Uccidi, ma non vuoi morire.

Afterhours

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