Il rullante dei Metallica

Più di una volta ho detto a [dixan], in relazione ai nostri arrangiamenti, “voglio il rullante dei Metallica” e lui si è sempre ostinato a dirmi “che cazzo dici, il rullante dei Metallica non c’entra un cazzo con la nostra musica’ ed io ho sempre continuato a dire ‘appunto, è usarlo fuori dal suo contesto naturale che lo renderebbe geniale”.
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Il rullante dei Metallica, molto usato nell’ultimo disco, è quello con un tono vagamente industriale, tipo di lamiera percossa, una risonanza metallica sulla coda. Insomma dà l’idea di una cosa che picchia forte.

Comunque, non c’é stato niente da fare e adesso vedo su MTV, anzi ascolto, che il nuovo singolo di Ilary Duff ha esattamente il rullante dei Metallica.

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Canzoni invincibili

Credo di vedere il mondo non capovolto, ma almeno in diagonale, o di sbieco.
La musica anche, quindi.
Soprattutto.
La gente pensa che le grandi canzoni le abbiano scritte gente come De Gregori, o De André, o John Lennon, o Bob Dylan, o Bob Marley…
Stronzate, ovviamente, stronzate enormi.
Basta che uno scriva dei testi che qualcuno definisce poetici o “socialmente utili” o “politicamente corretti” e diventa uno che scrive belle canzoni.
Stronzate.
E non mi si venga a die che è questione di gusti.
Peché ci sono gusti e gusti.
I gusti di chi non ha buon gusto non contano un cazzo.
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Viceversa, le persone al mondo, gli umani, che hanno il talento cosmico di scrivere melodie invincibili, si contano sulle dita di una mano. Esistono centinaia di musicisti di talento e di bravura assoluta, ma quelli che hanno il dono di inventarsi melodie invincibili sono pochissimi e sono persone insospettabili.
Le melodie invincibili sono quelle sospese tra l’immediatezza e il fascino improvviso dell’ignoto – e naturalmente devono avere una vena oscura, neanche troppo marcata, ma un po’ la devono avere.

Uno di questi insospettabili è Per Gessle dei Roxette.
I Roxette hanno fatto moltissime sguanate e i critici li odiano, ma ciò non toglie che Per Gessle abbia il dono di indovinare canzoni fulminanti – wasting my time dei Roxette è una canzone invincibile, ma anche queen of rain lo è e ce ne sono tante altre.
Cosa non sono queste melodie – una meraviglia, lineari ma imprevedibili – melodie cicliche, dal respiro cosmico.
Cioé roba che ti metti lì al piano e le suonicchi e le canticchi e godi e lo faresti all’infinito e pensi ‘ma come cazzo gli è venuta’ e pensi … ‘l’ha trovata da qualche parte, c’era già, impossibile crearla, era nascosta dietro una stella’.

Poi c’é Ville Valo degli Him.
Gli Him sono sbeffaggiati dai critici, odiati dai metallari, ignorati dal mainstream e venerati dalle ragazzine un po’ darkone.
Quello che conta è che questo giovane effemminato finlandese ha anche lui il dono.
E di canzoni invincibili ne ha scritte diverse anche lui – funeral of hearts degli Him è una canzone definitiva, per esempio.
love is gun
separating me from you’

definitiva, risolutiva.

Poi c’é il favoloso Martin Lee Gore – e qui parliamo proprio di un alieno.
Uno solo nello spazio.
‘stay as you are
the darkest star’

Un altro insospettabile, più che altro sconosciuto, è Johan Edlund dei Tiamat, mastodontico gruppo dark metal svedese. I Tiamat hanno fatto una canzone – vote for love, che secondo me dovrebbe soppiantare di netto Imagine di John Lennon nell’immaginario popolare. Ma evidentemente i Media hanno voluto che andasse così. E i Beatles continuano, dopo ventenni, a strinarci i coglioni a sangue come il sole di Luglio sul collo in montagna in quota e i dischi dei Tiamat li devi comprare su internet e il più delle volte non t’arrivano.

Per finire c’é Kim Ljung, bassista-cantante degli Zeromancer, massivo gruppo cyber norvegese, mai distribuito in Italia.
Questo scrive canzoni meravigliose, per il suo gruppo e per lui medesimo, vena compositiva elegantissima.
Probabilmente ha scritto la più grande canzone della storia della musica – sympathy on my soul
.
Due svedesi, un finlandese, un norvegese e un inglese.
Sono questi i 5 umani che hanno il dono di scrivere canzoni invincibili.
Solo questi 5.

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Q

Mi han fatto notare che nell’ultimo post ho scritto innoquo con la “q”.
E m’han chiesto se l’ho fatto apposta.
Potrei dire, indignato, che “ovvio che l’ho fatto apposta, è una provocazione, ed è offensivo che qualcuno ne dubiti”.
Pero’ la realtà è che io, in vita mia, ho sempre scritto innoquo con la “q” e nessun professore mi ha mai corretto ed avrei continuato a scriverlo così per tutta la vita.
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Subito ci son rimasto male ma poi ho pensato – percheccazzo innoquo si deve scrivere con la “c” se obliquo si scrive con la “q” (?) – è una cosa irragionevole – è una cosa che non ha un motivo – non sono tenuto a saperla – dovrei memorizzarla per ricordarla – non posso occupare spazio nel mio cervello per una cazzata come questa.

Poi l’ho chiesto a [dixan] convinto che non lo sapesse neanche lui o che, per lo meno, se ne fragasse.
invece, lo stronzo, non solo lo sapeva, ma quando gli ho chiesto il “perché”, a mo’ di sfida, lui mi ha dato il perché
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“perché in latino si dice nocere, non noquere”

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Spettri

Le canzoni che scrivo io sono come degli spettri.
Lo sono per me ovviamente, per gli altri sono innocue.
(magari non per tutti)

Ritornano, prima o poi.
Non posso scrivere quelle cose e sperare di farla franca.
Non posso scrivere quelle cose e poi dimenticarmene.
Non posso scrivere quelle cose ed esserne immune.
Non è così.

The mark will remain.
The higher the tide the mark is on the depth.

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Klubbo

Le intuizioni vengono sempre quando è troppo tardi.
Da un mese aspettavamo l’intuizione giusta per il titolo della nuova release dei [dK].
Non c’é venuto niente e alla fine abbiamo dovuto ricorrere ad un titolo assolutamente irrilevante, il peggiore dei nostri titoli, songs for the dusk, appunto.

Adesso al Bravuomo esce un commento sull’estetica del sito, con le nuove immagini , la nuova copertina, il nuovo sfondo ecc… il commento è
“molto svedese, molto Ikea, lineare, colori tenui”.
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Il nome di un mobile Ikea, tipo Klubbo, sarebbe stato perfetto per questa nuova release dei [dK]

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Songs for the dusk

Sunday, May the 14th, the new release from [dK] will be online: songs for the dusk

[K] explains
“they are hard songs, very hard… afterall, we only make hard music…
and people believe that heavy metal is hard music… heavy metal is entertainment, we make hard music, music that makes you blanch, with a bitter taste in your mouth.”
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[captain] adds
“they are romantic songs, in the dramatic sense of it, in the teutonic one even”
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[dixan] ends
“I think they are homo tunes”

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Low profile

Il basso profilo.
Inteso come comportamento idoneo a non farsi coinvolgere, a non suscitare reazioni, a non esporsi – insomma a farsi i cazzi propri, a “non essere visti”.
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L’essere stufi e infastiditi.
L’avere una smorfia sulla faccia, quando le cose le hai già dette e quando le cose le hai già fatte e rimane la smorfia e bisogna stare calmi.
Il conato di vomito latente – la bestemmia in canna che cerchi di trattanere come il ruttone dopo il cappuccino con la schiuma.
In questi casi qua.
Il basso profilo ti aiuta.
Mi piace il basso profilo.
Volevo intitolare l’imminentissimo disco dei [dK] “low profile”.
Però faremo diversamente.

If I could be just never seen

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Metà culo

Perché i ragazzi di oggi portano i pantaloni che arrivano a metà culo?
A me piacevano molto i pantaloni a vita bassa (e a zampa) di qualche tempo fa, ma stavolta è diverso: questi non sono a vita bassa, questi sono a metà culo.
I pantaloni a metà culo devono dare un fastidio odioso.
Non so perché i ragazzi di oggi li mettono.
Forse si autopuniscono.
Si autopuniscono perché hanno spirito di sacrificio, umiltà e attitudine alla sofferenza.
Forse.
Ne avranno bisogno.

I hurt my self today
to see if I still feel

nin

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