Coglione idiota

Stasera voglio guardare la TV.
Anche perché ho pagato il canone – dIO perché l’ho fatto (che coglione idiota).
Ballarò non fa tanto ridere e allora metto Sanremo e c’é la Tartangelo.
E canta una canzone che dice tipo…
“essere una donna non vuol dire solo riempire una minogonna,
non vuol dire solo credere a chi ti inganna,
essere una donna è di molto di più,
è provare veri sentimenti”

- meraviglioso -

è meraviglioso che esistano uomini (perché questa canzone l’ha scritta un uomo – mi ci gioco il culo) che hanno la sensibilità di mettersi nei panni di una donna e scrivere cose così poetiche, incisive e lontane dai luoghi comuni.

Il canone l’anno prossimo non lo pago (ma non è riferito a Sanremo).
Se viene l’ispettore a suonarmi lo faccio salire, gli do una botta in testa, gli frugo nel portafoglio e recupero i soldi che ho pagato quest’anno per il canone – gli lordo 4 calcioni nel costato giusto perché non rinvenga, me lo carico sulle spalle e poi lo butto nel cassonetto.

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Ci va di culo

[captain] ha preso a scrivere canzoni.
Ormai da tempo.
Ne ha già scritte due più altre bozze.
Ci va di culo che, sorpendentemente, ci sappia fare e che abbia uno stile essenziale e incisivo, assolutamente in linea col nostro marchio di fabbrica.
Quindi va bene così, nel prossimo disco dei [dK] ci saranno almeno 2 canzoni scritte dal [captain].
Fosse stato negato ci saremmo sciolti, perché non gliele avremmo arrangiate e lui si sarebbe offeso a morte.
Quindi va decisamente bene così.
Anche perché, tornando al discorso del tempo come risorsa scarsa di cui al post precedente, una suddivisione del lavoro più calibrata è giusto quello che ci vuole per continuare a fare musica.

Lo so che a quasi tutti gli umani è indifferente il fatto che i [dK] continuino a fare musica e che una piccolissima parte di umani avrebbe piacere che i [dK] smettessero
– ebbene, noi continueremo, giusto per stare ostinatamente in culo a questi ultimi.

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Risorsa scarsa.

[dixan] ha comprato dei monitor audio professionali – forse professionali è dire troppo ma, rispetto alle micro-cassettine gracchianti della Sound Blaster Live, celebre scheda audio amatoriale uscita negli anni 90, questi monitor rappresentano in effetti un salto di qualità vertiginoso.
Questo che può sembrare un evento marginale e “normale” per un musicista è, in realtà, per i [dK], una svolta epocale: per anni quasi tutti i nostri groove, le linee di batteria e di basso, sono stati generati ascoltandoli sulle micro-cassettine della Sound Blaster.
Questo ha sempre comportato un ri-lavoro di editing audio e di missaggio enorme, a posteriori, per riparare il danno.
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Non bisognerebbe dirlo: se un discografico leggesse questo post, ci bollerebbe come dei dilattanti, ma va bene così, diciamolo, tanto se mai conoscessimo un discografico, lo sciogleremmo nell’acido senza farlo fiatare, giusto per sfamare l’odio represso – quindi meglio che non si avvicini a noi, in ogni caso.
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Comunque, i nuovi monitor non miglioreranno la musica dei [dK], perché, nonostante tutto, la musica dei [dK] era già a livelli di eccellenza non migliorabili.
Tuttavia ne snelliranno il processo creativo e produttivo.
Dunque stiamo parlando di miglioramento di processo e non di prodotto – e ne avevamo bisogno.
Infatti i [dK] sono, come tutti, servi dell’impero e dunque inseriti, come tutti, nel maccanismo competitivo: avendo già ottimizzato il prodotto non ci rimaneva che migliorare il processo, in tempi e metodi.
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In sintesi la nostra musica rimarrà massiva e incantevole, ma produrla ci costerà di meno in termini di tempo – ed il tempo è la risorsa scarsa dei [dK].
Il tempo, che non c’é, è la cazzo di criptonite dei [dK].
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I cattivi lo sanno e ce lo succhiano via come il sangue.
Come i vampiri, intendo.

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Generatore

Nella nostra città – Torino è la città dei [dK] – si stanno svolgendo le Olimpiadi Invernali.
Ebbene Torino in questi giorni sembra Roma, Venezia, Parigi, Londra o, più generalmente, una città dal respiro internazionale: nel senso che ci sono filari e grappoli di giapponesi, olandesi, canadesi, americani, norvegesi ecc… che fanno foto, che comprano gadget e che mangiano la pizza al taglio.
Non avevamo considerato la cosa perché, evidentemente, come sempre, siamo accidiosi, abulici e privi di spirito di iniziativa.

La cosa che non avevamo considerato è che ci sarebbe veramente da comprarsi un generatore di energia, due amplificatori onesti e mettersi a suonare in mezzo alla strada: fai il tuo spettacolo, dopo un po’ arrivano i vigili che ti danno due manganellate, tutto fa brodo, e intanto hai avuto i tuoi 40 minuti di visibilità internazionale con epilogo da artisti di strada vittime del sistema proibizionista e censorio. Cambi location e vai avanti così finchè non ti spaccano un labbro o un sopracciglio.

“there’s a generator
there’s an accumulator
there’s a brains raper…”

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Grave

Affrontare i concerti rock (da spettatori) in uno stato di totale lucidità è qualcosa di assolutamente evitabile.
La lucidità ti rende intollerante alla folla, al caldo, alle urla, agli spintoni, al fumo (di sigarette), alle attese, allo stare seduti culo a terra, al culo che diventa piatto e ai crampi al culo.
Il disagio inibisce le tue facoltà percettive e ti indispone ad accogliere totalmente l’emotività che l’evento dovrebbe trasmettere.
Viceversa, bastano un paio di Super Storm medie (birra assolutamente psichedelica) a ribaltare la situazione a tuo favore: ti dopano fisicamente e ti ben dispongono verso gli altri, sviluppando una forte attitudine alla tolleranza, capace di trasformare l’odio in fratellanza cosmica.
In questo modo arrivi all’evento preparato e ben disposto sotto tutti i profili.

Al concerto dei Depeche Mode a Lione non sono riuscito, per motivi oggettivi, ad assumere della Super Storm o qualcosa di equivalente e, dunque, ad alterare il mio stato naturale durante i concerti rock, cioè la stanchezza e l’odio e il fastidio verso gli esseri umani.
Questo mi ha impedito di cogliere l’essenza di un concerto artisticamente e tecnologicamente inaudito – ed è un peccato molto grave.

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Linciaggio

Alla fine bisogna andare in Francia per vedere i Depeche Mode.
E infatti domani si va a Lione – vaffanculo.
In Italia i biglietti li hanno i bagarini – e costano almeno 200 €.
E poi in Italia suonano a Milano e Milano, con tutto il rispetto per le persone, mi sta assolutamente in culo.

Ma al di là di questo:
io mi chiedo cosa trattenga la folla dal linciare i bagarini.
In generale – i bagarini stanno in mezzo alle folle, appunto, (partite e concerti) e sfidano la pazienza, l’educazione e il pudore della gente, di tanta gente, tutta insieme.
Cosa trattiene 5 persone o 10 o 50 o 500 dal linciare un bagarino, abbandonarlo in un bagno di sangue e andarsi a vedere lo spettacolo coi suoi biglietti?
Io credo che per il concerto dei Depeche Mode a Milano ci siano i presupposti per il linciaggio.

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